San Giuseppe Vesuviano, 29 aprile — Ci sono eventi che si raccontano con difficoltà, perché le parole non riescono a contenere la forza delle emozioni vissute. È quello che è accaduto al Palazzetto dello Sport di San Giuseppe Vesuviano, dove la danza si è trasformata in un linguaggio universale capace di unire, includere e valorizzare ogni individuo.

In occasione della Giornata Internazionale della Danza, l’impianto sportivo vesuviano ha ospitato “La danza che include”, un evento che ha rappresentato molto più di una semplice esibizione: è stato un manifesto concreto di inclusione sociale, un’esperienza capace di abbattere ogni barriera fisica e culturale.

Sul parquet si sono alternati ritmi travolgenti e coinvolgenti: cha cha, rumba, jive, bachata, merengue. Ma il cuore pulsante della manifestazione è stato soprattutto lo spazio dedicato alla wheelchair dance sport e alla danza in carrozzina elettronica, discipline che incarnano pienamente il valore dello sport come strumento di integrazione.

Protagonisti assoluti della giornata sono stati gli atleti dell’A.S.D. Gabry Dance, che con talento, determinazione e sensibilità hanno regalato al pubblico performance intense e autentiche. Non semplici coreografie, ma racconti in movimento, capaci di trasmettere emozioni profonde e durature.

Dietro questo progetto c’è la visione del maestro Gabriele Cretoso, fondatore e anima della Gabry Dance, da anni punto di riferimento nella danza paralimpica italiana. Con dedizione e passione, Cretoso ha costruito un percorso che va ben oltre l’insegnamento tecnico: il suo lavoro è un vero e proprio processo educativo, che aiuta gli atleti a credere nelle proprie capacità e a superare i propri limiti.

L’evento ha visto anche una significativa partecipazione istituzionale, segno tangibile di una crescente attenzione verso i temi dell’inclusione. Presenti il sindaco di Michele Sepe e l’assessore allo sport Andrea Ementato, che hanno sostenuto l’iniziativa sin dalle sue prime fasi.

Importante anche la presenza del presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Napoli, Giuseppe Ambrosino, e del presidente regionale FIDESM Campania, Angelo Bianco, che hanno contribuito a rafforzare il valore istituzionale e sportivo della manifestazione.

Fondamentale il contributo del mondo sanitario e scolastico: le rappresentanti dell’ASL Napoli 3 Sud,  le Dott.se Roberta Nappo e Miriano Barbato, insieme al dirigente scolastico dell’IC “Ammendola – De Amicis – S. Gius”, ing. Michele Iovine, hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra scuola, sanità e sport nella costruzione di percorsi inclusivi.

“La danza che include” non è stata solo una giornata di spettacolo, ma un’esperienza collettiva che ha dimostrato come l’inclusione non sia un concetto astratto, bensì una realtà concreta che si costruisce attraverso azioni condivise.

In un tempo in cui spesso si parla di integrazione senza riuscire a tradurla in pratica, l’evento di San Giuseppe Vesuviano ha offerto una risposta chiara: l’inclusione esiste quando le persone si incontrano, si riconoscono e crescono insieme.

E in quella giornata, tra musica, movimento e sorrisi, è stato evidente a tutti: la danza non conosce barriere. Conosce solo l’anima. 

Ufficio stampa 

Gabry Dance