Ercolano – Una giornata intensa, autentica e profondamente significativa quella che si è svolta oggi presso il Teatro Don Orione, dove il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha incontrato il territorio nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Prima le Persone”.

Un evento che ha superato il concetto tradizionale di convegno istituzionale, trasformandosi in un momento di ascolto reale, confronto diretto e condivisione di esperienze che raccontano l’Italia più vera: quella che costruisce inclusione ogni giorno, spesso lontano dai riflettori.

La centralità della persona: oltre ogni barriera

Il filo conduttore dell’incontro è stato chiaro e potente: mettere la persona al centro, valorizzandone capacità, sogni e talenti, al di là di ogni limite.

Non numeri, non etichette, ma storie. Storie di vita, di riscatto, di impegno quotidiano.

Famiglie, associazioni, operatori del sociale e persone con disabilità hanno dato voce a un racconto collettivo fatto di dignità, conquiste e prospettive future, in un dialogo diretto con il Ministro.

La danza paralimpica come strumento di rinascita

Tra le testimonianze più significative, quella del maestro Gabriele Cretoso, punto di riferimento della danza paralimpica nel Sud Italia e anima della realtà sportiva GABRY DANCE.

Direttore artistico, insegnante e figura chiave nella diffusione della cultura inclusiva attraverso lo sport, Cretoso ha portato sul palco non solo la propria esperienza professionale, ma soprattutto le storie dei suoi atleti: racconti di trasformazione, coraggio e crescita personale.

Accanto a lui, la presenza di Irene Rita Erriquez ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’incontro. La sua storia, raccontata con sensibilità e profondità, ha incarnato perfettamente il senso della giornata: la capacità di trasformare le difficoltà in forza, i limiti in opportunità, la fragilità in espressione artistica.

Attraverso la danza, Irene Rita Erriquez diventa simbolo concreto di come lo sport possa restituire identità, autonomia e dignità, offrendo non solo una disciplina, ma una nuova visione di sé e del proprio posto nel mondo.

Nel suo intervento, Cretoso ha sottolineato come la danza paralimpica rappresenti molto più di un’attività sportiva: è uno strumento terapeutico, educativo e sociale capace di:

  • sviluppare consapevolezza corporea ed emotiva
  • rafforzare l’autostima
  • costruire relazioni autentiche
  • abbattere barriere culturali ancora radicate

“Ogni passo di danza è una conquista di libertà” è il messaggio che emerge con forza da queste esperienze, accolto con profonda partecipazione dal pubblico presente.

Un mosaico di esperienze che costruisce il cambiamento

Accanto alla danza, numerose altre realtà hanno contribuito a delineare un quadro ricco e articolato dell’inclusione in Italia:

  • associazioni impegnate nel supporto alle famiglie
  • operatori sanitari e sociali
  • volontari e educatori
  • persone con disabilità protagoniste del proprio percorso

Un insieme di voci diverse, unite da un obiettivo comune: costruire una società più equa, accessibile e consapevole.

Il valore di un ascolto concreto

L’incontro di Ercolano rappresenta un esempio concreto di politica che ascolta, dialoga e si avvicina ai territori.

Il Ministro Locatelli ha ribadito l’importanza di partire proprio da queste esperienze per costruire politiche efficaci, capaci di rispondere ai bisogni reali delle persone.

Uno sguardo al futuro

Ciò che resta di questa giornata non è solo il racconto di ciò che esiste già, ma soprattutto una visione:

un’Italia in cui inclusione non sia un obiettivo da raggiungere, ma una realtà consolidata.

E in questo percorso, esperienze come quella del maestro Gabriele Cretoso, della danza paralimpica e storie come quella di Irene Rita Erriquez rappresentano non solo esempi virtuosi, ma autentiche guide culturali verso un cambiamento profondo e duraturo.